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Il Miele in Piemonte. Una storia millenaria.

Il Miele in Piemonte. Una storia millenaria.

La parola Miele deriva da "milt" termine ittita. 

Per chi non lo sapesse è un alimento prodotto dalle api. Non tutti sanno, però che è prodotto anche da altri imenotteri ( ordine di insetti che contempla più di 120.000 specie).

Il miele viene prodotto dal nettare e dalla melata.

Il Nettare è una soluzione acquosa e zuccherina prodotta dai fiori delle piante mellifere.

La Melata è prodotta da vari omotteri (ordine di insetti emitteri) ed ha un gusto dolce simile allo zucchero. Il nettare è raccolto sui fiori di moltissime piante.

Il miele è usato dalle api quale alimento e in parte è trasformato in cera per costruire le celle esagonali dei Favi  nei quali vengono cresciute le larve e depositati il miele e il polline. Il favo è il raggruppamento delle celle esagonali. L'estrazione del miele avviene recidendo la copertura di ogni cella.

LA STORIA:

4.000 Anni fa gli Egizi erano usi deporre accanto alle mummie delle coppe colme di miele per favorire il viaggio nell'oltre tomba. Gli Egizi furono tra i primi a seguire la fioritura delle piante spostando le arnie. Ne fecero un uso non solo alimentare, ma anche medico, per la produzione di unguenti curativi e nell'imbalsamazione. 

I Sumeri, dal cui "melit" proviene il nome attuale, lo usavano a livello curativo ed estetico.

I Babilonesi lo usavano a scopo culinario. Nel "codice di Hammurabi" antichissimo codice di leggi scritte vi sono degli articoli che tutelano gli apicoltori dal furto di miele dalle arnie.

Per i Greci era il "cibo degli Dei". Si narra che Alessandro Magno appena deceduto sia stato immerso in un sarcofago colmo di miele. Veniva usato come offerta votiva  e Pitagoralo indicava quale alimento di lunga vita.

I Romani erano grandi importatori di miele. Tra gli altri anche da Malta e pare (una delle varie etimologie) il nome derivi da "meilat" terra del miele. Veniva usato per la produzione di idromele, birra, salse e come conservante.

Nel Medio evo, anche se in misura minore, veniva usato come dolcificante e per la conservazione. Valeva all'incirca il 10/15% del prezzo dello zucchero. Fino alla metà del 1800 il prezzo del miele fu ancora inferiore a quello dello zucchero. Dall'inizio del '900 una maggiore attenzione alla produzione porta gli apicoltori amettere in atto una caratterizzazione dei mieli uniflorali.

LA LAVORAZIONE:

Il lavoro a mano inizia quando finisce quello delle api. Si toccano i melari dopo averli estratti. Quindi si aprono i favi strappandoli e si pongono i telaini che li contengono nello smielatore che grazie alla forza centrifuga fa fuoriuscire il miele. Poi si filtra il prodotto e si fa decantare con conseguente schiumatura. Il successivo procedimento è la cristallizzazione guidata onde far assumere al miele una consistenza omogenea e cremosa. Da ultimo non rimane che effettuare la messa nei vasetti. 

PROPRIETA':

1) Antibatterico soprattutto quello grezzo

2) Superalimento

3) Proprietà antiossidanti

4) Energizzante facilmente assimilabile

5) Presenza di fattori enzimatici e vitamine del gruppo "B"

6) Migliore tolleranza rispetto al saccarosio o glucosio

7) Utile nel trattamento delle infezioni gastrointestinali

8) Fa bene al cuore e al sangue (colesterolo)

9) Studi chimici hanno dimostrato l'efficacia nella cura della tosse notturna dei bambini

10) Utile per curare ferite, ulcere della pelle, dermatite seborroica, favorendo la guarigione

I TIPI DI MIELE:

Le api nel loro lavoro di raccolta visitano migliaia di vegetali. I mieli maggiormente pregiati sono quelli floreali. Comunque vi è pur sempre una parte variabile di miele proveniente da altre piante. Se non vi è un miele prevalente di una pianta viene nominato millefiori. 

I mieli diffusi in Italia sono circa un centinaio. Quelli più significativi oltre al citato millefiori sono: 

  • Millefiori di Acacia: consistenza liquida, tende a non cristallizzare. Ha un sapore delicato ed è ottimo quale dolcificante. Ha proprietà disintossicanti, corroboranti ed è utilizzato per le qualità emollienti contro affezioni respiratorie. E' tra i mieli con minor quantità di glucosio.
  • Miele di Castagno Europeo: intenso, deciso, tendente all'amarognolo. Ha proprietà mucolitiche ed è utile per regolare l'intestino. Ricco di proteine, sali minerali e vitamine (B e C). E' un ottimo antibatterico e antiinfiammatorio. Ridotta quantità di glucosio.
  • Miele di Ciliegio: è un miele difficile da ottenere monofloreale. Ciò è dovuto alla fioritura contemporanea a quella di altre piante. Con retrogusto di mandorla amara. Disintossicante. Può essere usato come cosmetico
  • Miele di Tiglio: consistenza liquida, intenso, profumato con una fragranza che ricorda menta, salvia fresca e le erbe officinali di montagna. Ha un colore ambrato chiaro. Proprietà rinfrescanti e può essere usato abbinato all'olio essenziale di pino mugo nei casi di mal di gola.
  • Miele di Tarassaco: cristallizza rapidamente, di colore ambrato e dal sapore vanigliato mediamente dolce. Ottimo abbinato a pecorino e pere. Viene utilizzato nella produzione dolciaria.
  • Miele di Melo: Raro e prezioso ambrato chiaro, dolce e dal sapore delicato. La fioritura primaverile fa si che essendo precoce come produzione venga consumato immediatamente dalle api per rinvigorire lo sciame dopo l'inverno.
  • Miele di Lavanda: raro da produrre in Italia. (Piemonte, Liguria e Sardegna). Colorazione variabile da chiaro ad ambrato. Dal profumo fragrante è usato come calmante del sistema nervoso, mal di testa, antireumatico, digestivo. E' usato in cosmesi come ingrediente per creme e maschere rivitalizzanti.
  • Miele di Biancospino: in origine era riservato all'uso di pochi poichè molto raro e prodotto limitatamente. Di colore giallo oro, leggermente ambrato, dolcemente fresco e pungente che ricorda quello del fiore. Grazie alla presenza di flavonoidi si rivela ottimo come antiossidante, cardioportettivo, sedativo e regolatore della funzionalità dell'intestino.
  • Miele di Timo: è la più antica varietà di miele europeo. Miele cristallizzato. Di colore oro pallido fino a bianco quando cristallizza. Aroma fruttato con odore di fiori di zagara. Calmante e rilassante ideale per dolcificare tè e tisane.
  • Miele di Eucalipto: aroma forte che può ricordare il sapore delle caramelle alla liquirizia, ambrato medio, consistenza compatta. Ha proprietà antibiotiche antiasmatiche e anticatarrali. Possiede quantità importanti di flavonoidi. Ottimo da abbianre a formaggi stagionati yogurt naturale è da usare in alcune salse per piatti salati.
  • Miele di Rosmarino: gli antichi romani lo usavano per addolcire il vino e lo producevano in quantità al contrario di ora. Ha un retrogusto simile a quello della farina bagnata. Depurativo e rivitalizzante.
  • Miele di Metacalfa: la melata è una sostanza prodotta da insetti parassiti delle piante che grazie al loro apparato boccale pungente perforano la pianta e ne succhiano la linfa. La componente zuccherina della stessa viene poi escreta (la melata) quindi le api la bottinano e la portano all'alveare, per questo motivo il miele di melata viene definito anche miele di pianta o di bosco. E' liquido di colere scuro, mediamente odoroso ricorda la passata di pomodoro fresco. Il gusto è simile a quello della frutta secca. E' utile come antisettico delle via respiratorie, è molto ricco di sali minerali e ferro.
  • Si ricordano anche tra gli altri mieli di: achillea. acer, agrumi, borragine, barena, carrubo,corbezzolo, erica, girasole, ippocastano, leguminose, nespolo, mandorlo, marasca, melata, mirto, rododendro, rovo , tamerice, zagara.

2Commentaires

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